L'impianto, sin dall'inizio della sua realizzazzione nel luglio del 2018, ha incarnato lo spirito del fai da te.

Inizialmente era costituito principalmente da tre pentole ricavate da vecchi fusti di birra in acciaio che successivamente sono stati sostituiti da tre pentole più capienti della Polsinelli, consentendo così il raddoppio della produzione.

Tuttora un vecchio motorino di tergicristallo, montato su un coperchio, viene utilizzato per motorizzare le pale che mescolano il mosto durante la fase di ammostamento. L'alimentazione era inizialmente fornita dall'alimentatore di un vecchio computer.

Il risciacquo delle trebbie viene effettuato tramite un tubo flessibile in pvc bucherellato ed avvolto a spirale.

Per la fase di raffreddamento del mosto viene utilizzato uno scambiatore di calore a 36 piastre mentre la camera di fermentazione è costituita da un vecchio frigorifero, una serpentina riscaldante ed un termostato in grado di pilotare quest'ultimi.

I malti vengono macinati da una vecchia macchina per stendere la pasta trasformata in mulino ed anch'essa motorizzata con un vecchio motorino di tergicristallo.

Una struttura in tubolare di ferro, realizzata nel gennaio del 2020, incorpora tre fornelli da campeggio in ghisa ed una pompa alimentare in grado di spingere il mosto bollito attraverso lo scambiatore di calore e fino ai due fermentatori in plastica da venticique litri l'uno.